domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua


“La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio.”
Papa Francesco – Jorge Mario Bergoglio



venerdì 29 marzo 2013

Manhattan su "Non Solo Turisti"!


Come anticipato qualche giorno fa, ci sono delle novità in corso.
E’ uscito il mio primo articolo sul blog di viaggi “Non solo Turisti”!!!
Sono contentissima, perché ho la possibilità di collaborare con un blog fatto veramente bene, simpatico e molto seguito.
Inoltre le persone che lo amministrano sono fortemente competenti, disponibili e appassionate di viaggi. 
Per me è un onore!
Se vi fa piacere, troverete il primo post su Manhattan a questo link



Spero che ci siano tanti altri racconti con la mia firma, ma questo dipende soprattutto da voi e dal vostro seguito!

Grazie mille a tutti coloro che leggeranno e commenteranno ;)

giovedì 28 marzo 2013

Something about me

Dopo più di un mese dalla pubblicazione del mio primo post e dopo aver superato le 1000 visualizzazioni (Hurrà! Piroette! Limbo! Trenino!), ho pensato che sarebbe stato carino mostrarvi un lato un po’ più personale della mia vita, le mie passioni al di là dei viaggi - l’argomento principale del blog - Avrete notato che che stento a mettere foto su di me e sulla mia vita “troppo privata”. Ad essere sincera sposo l’idea di non rendere troppo pubblici aspetti della vita che sarebbe meglio tenere privati, per questo utilizzo l’iniziale quando parlo dei miei amici e non posto mai foto di persone o cose troppo legate alla mia sfera personale. Con questo non voglio fare polemiche, eh, per carità! Ognuno è libero di scrivere e fare ciò che vuole e apprezzo molto chi parla di sé in maniera libera, spontanea e “senza veli”, mostrandosi per quello che è veramente senza artifizi. Però allo stesso tempo credo che c’è bisogno di più consapevolezza su quello che si decide di postare sul web. Inoltre, un velo di timidezza mi impedisce di agire in maniera audace ;)



Le mie passioni oltre ai viaggi e alla scrittura sono:

LEGGERE         




lunedì 25 marzo 2013

Yes We-ek-end!


Sole, sole, sole! Finalmente dopo tanta pioggia e anche neve, il sole primaverile ha deciso di farsi vivo prepotentemente questo week end. Appena ho scorto questo meraviglioso raggio di luce dalla finestra della camera da letto, ho subito pensato “Ah ah, non mi scappi!” Per cui mi sono vestita subito, mi sono catapultata in strada, ho messo l’I-pod nelle orecchie e sono arrivata a Napoli dove ad attendermi c’era la mia compagna di avventure T. e il suo scooter.
Scena: io, T., scooter, sole e Napoli. Una combinazione vincente per andare in giro tra i vicoletti del centro storico e tra le vie più famose dello shopping napoletano. In realtà avevo sentito che questo week end si sarebbe celebrata la 21esima giornata di primavera FAI durante la quale palazzi, chiese, castelli e parchi generalmente chiusi al pubblico sono aperti e gratuiti. Non potevo perdermi quest’opportunità in una città che brulica d’arte.
Eravamo diretti al Museo Archeologico di Napoli quando il nostro mezzo di trasporto comincia a fare i capricci perdendo benzina. Ora, mettete due donzelle che si intendono di motori come un bambino si intende di fisica nucleare e capirete come ci sentavamo in quel momento: panico! Temevamo un’esplosione imminente, una nube tossica, l’Apocalisse… Per cui abbiamo velocemente svoltato in un vicoletto dove c’era un meccanico per moto, quando ci siamo imbattute in un gruppo di ragazzi devoti alla Madonna dell’Arco. Non so da quale parte d’Italia o del mondo state leggendo questo post, ma vi assicuro che i devoti della Madonna dell’Arco sono una delle cose più folkloristiche di Napoli e provincia: ragazzi generalmente vestiti di bianco con una fascia azzurra in stile “Miss Italia” e una rossa in vita che sorreggono uno stendardo raffigurante la Madonna di appartenenza. Questi ragazzi, detti fuienti, attraverso una sorta di riti, canti e cori molto particolari si riversano in strada e richiamano l’attenzione del centro abitato ottenendo talvolta numerose offerte. Detta così, questa cosa può sembrare un po’ strana, ma vi assicuro che è una manifestazione religiosa molto sentita da queste parti. Se volete saperne di più, potete trovare qualcosa di molto più dettagliato qui




venerdì 22 marzo 2013

London is coming (part II)


Avete notato come sta cambiando The Little Luggage??? Sì, sì, lo so che non si inizia mai un testo con un urlato del genere, ma io sono troppo emozionata perché questo blog sta diventando qualcosa di importante e i followers stanno aumentando continuamente! Addirittura vi sono visualizzazioni dall’Australia, Stati Uniti e varie parti dell’Europa, per cui proprio in questi giorni ho ritenuto opportuno dare un’aria più professionale a questo neonato blog:  ho inserito (grazie al mio amico Q.)tutte queste caselline, link, tags che vedete in giro sulla home page e il risultato non è niente male!  Ma non temete, non sono diventata seriosa, tantomeno posh (per dirla all’inglese),il blog è lo stesso, con il funny mood di sempre. E’ un po’ come se mi presentassi ad un colloquio di lavoro con un tailleur sartoriale, magari consigliato da Enzo Miccio, e avessi lo shatush fuxia, alla Kelly Osbourne! Ah Ah!
Vi informo anche, ma non posso ancora svelarvi nulla, che presto su un blog di viaggi famosissimo, usciranno una serie di articoli firmati dalla sottoscritta (balletto, trenino, piroette e lancio di coriandoli: che felicità!). Quindi, che dire, sono stra-felice per cui capirete sicuramente l’incipit urlato.
Ma adesso voglio tornare ai miei racconti di viaggio che ultimamente ho trascurato a malincuore, dati gli impegni di cui sopra e quelli di lavoro (il mio, quello ufficiale) e lo farò raccontandovi la seconda parte del mio viaggio al femminile su Londra.



martedì 19 marzo 2013

Amantea


Devo segnalarvi una cosa davvero carina che interessa i calabresi e tutti i turisti che vogliono visitare questa bellissima terra: si tratta di un’APP gratuita,  Enjoy Calabria, che fornisce brevi ma coincise informazioni su tutto ciò che si può visitare in Calabria, da aziende vinicole a musei archeologici, passando per località balneari e borghi medioevali. Insomma, qualcosa di interessante da tenere default sul proprio I-phone.

Detto questo, avrete senz'altro capito che prosegue il mio tour in giro per la Calabria (Bravi! State imparando a conoscere questo blog!). Questa settimana è stata la volta di Amantea.




domenica 17 marzo 2013

London is coming (part I)


Avevamo progettato questo viaggio sin dall’estate scorsa. Io e T. eravamo sedute in riva al mare, sotto al sole cocente e sognavamo di scappare a Londra per un week end tra amiche. 
C. era ancora a lavoro nel suo fichissimo ufficio londinese, aspettava solo che le dicessimo l’ora in cui sarebbe atterrato il volo che ci portava dritte da lei. 
Consultai brevemente il calendario lavorativo di mio marito e diedi disponibilità per il week end di Halloween. T. constatò che quello sarebbe stato un periodo perfetto, poiché non aveva troppi impegni lavorativi, dato il ponte per la festività. Scaricammo l’APP di EasyJet sull’I-phone e prenotammo i biglietti, proprio lì, sotto al sole ardente di agosto. 
Eravamo tutte e 3 eccitatissime. Il tempo passò in fretta e in un batter d’occhio ci ritrovammo a una settimana dalla partenza. C. organizzò un planning minuzioso e allettante (con tanto di evidenziatori colorati, alternative in caso di pioggia e orari per pranzo,cena e the del pomeriggio), tanto che non mi passò proprio per la testa di acquistare una guida o di consultare i miei blog di viaggio di fiducia.
Atterrammo a Stansted e l’EasyBus (sapientemente consigliato e prenotato on-line da C.) ci portò fino a Baker Street proprio davanti al museo di Sherlock Holmes. Pur vedendo solo l’esterno del museo, mi sentivo già calata nel mood tipicamente British! 
C. era da poco uscita da lavoro e doveva fare degli ultimi acquisti per la nostra cena in tipico stile inglese, quindi ci fermammo alla Tesco, dopodiché andammo a casa sua. L’impatto fu delizioso: la casa è situata in una zona residenziale piena di verde e non lontana dal centro. L’arredamento mi ricordava molto quello dei film di Hugh Grant: moquette nelle camere in stile Notting-Hill , salotto con caminetto e finestroni, cucina e bagno super accessoriati.  Io e T. posammo le nostre valigette, ci mettemmo comode e gustammo la cena con tanto di apple crumble e custard cream. Dopo ci preparammo per andare a bere un drink in un locale, il Bodo's Schloss, nella zona di Kensington. Il posto era davvero carino e ben frequentato: location e cucina tipicamente bavaresi, cameriere agghindate in Dirndl e dj che suonava le ultime hit radiofoniche. Ci raggiunsero anche altre due amiche di C., una tedesca e una francese, degustammo un paio di drink e ci divertimmo tutte assieme a deridere svariati personaggi che si dimenavano in danze strampalate e a raccontarci la nostra estate.
Qui l’osservazione ci sta tutta: le serate nei locali inglesi non durano fino a notte fonda, anzi, iniziano presto e finiscono poco dopo l’una. Addirittura le persone sono solite andare a fare un aperitivo subito dopo il lavoro, senza passare per casa, trattenersi con gli amici e poi rincasare definitivamente dopo qualche ora.  Rifletteteci, questo dovrebbe essere il vero Happy Hour! L’orario felice in cui si esce da lavoro e ci si va a distrarre con gli amici. Dalle mie parti, invece, subito dopo il lavoro, fai il diavolo a quattro nel traffico per ritornare a casa. Una volta rientrato sei così distrutto e affamato che mangi tutto quello che ti capita sotto il naso (il porta-ombrelli, il gatto, la bolletta della luce…), ti butti sotto la doccia per rimetterti a nuovo e solo alla fine affronti il tragico dilemma esistenziale: “cosa faccio, mi ri-preparo, ri-vesto, ri-esco per bere qualcosa con gli amici sapendo che farò tardi (perché ormai si è fatto tardi!) e che domani me la prenderò con quella suocera della sveglia che suona sempre alle 7:00, oppure mi infilo il pigiama e mi lancio nel lettone avvolto da coperte a accompagnato dal solito film demenziale?” La risposta è semplice e chiara. L’alternativa che risolve il dramma esistenziale si chiama palestra. “Al diavolo le calorie di arachidi, pop corn e Aperol Spritz: vado a finire di stressare la mia giornata in palestra, così dopo sarò talmente morto che invece di tuffarmi nel letto, mi lancerò direttamente nella prima fossa libera del campo santo”.
Bene, dopo questa digressione off-topic, torno a Londra e alle sane abitudini inglesi.  Mentre T. si preparava per dormire nel comodo letto una-piazza-e-mezza assieme a C.,  io mi accingevo a dormire nel futon posizionato nel salotto. Ora, avete mai dormito in un futon? Ve lo consiglio: è quello che ci vuole per chi, come me, ha un’andatura barcollante e una postura in stile Torre-di-Pisa. Il mattino dopo ero sveglia già alla buon ora e fremevo perché volevo riversarmi in strada, l’unico handicap era svegliare le due dormiglione accanto. Utilizzai la tecnica “occhioni-dolci” del Gatto con gli stivali di Shrek e non poterono non alzarsi. Trascorremmo la prima mezza giornata a bighellonare tra Oxford Circus, Carnaby Street, Born Street, Piccadilly Circus e Trafalgar Square già piene di luminarie natalizie. La principale attività fu shopping sfrenato: T. era intenzionata a svaligiare Primark, mentre io ero più proiettata su Miss Selfridge






La seconda attività fu puramente ludico-demenziale, in quanto la felicità di trascorrere finalmente del tempo assieme rallegrava ogni nostra attività. La terza fu la fotografia: ho delle foto bellissime, soprattutto quelle del tramonto su Trafalgar Square










Girammo con la mitica Underground: C. ci aveva procurato due mini-abbonamenti per l’occasione. Dopo un breve pit-stop a casa, ritornammo in strada, prima a cena fuori in un delizioso ristorante di Maida Vale e poi in un localino di Soho per bere un drink. Soho è davvero la zona perfetta di Londra per passare una serata a cena tra amici, o con la propria metà, e fare un giro all’aria aperta. 



La serata non finì tardi (per le stesse motivazioni di cui sopra), però sapevamo di averla vissuta in tutti i suoi minuti, assaporandone ogni aspetto e divertendoci come solo un gruppo affiatato di amiche sa fare.
Adesso devo lasciarvi; continuerò il mio racconto a breve. 
Mi dispiace essere stata poco presente questa settimana, ma ho avuto parecchio da lavorare (e menomale!). Nel frattempo vi posto qualche simpatica foto, in attesa di leggere il resto della storia ;)















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