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giovedì 10 luglio 2014

I lidi TOP del Salento Ionico

Mojito, Capiroska, Coronita e Aperol Spritz. Caraffe colme di ghiaccio e cannucce giganti verde, giallo e fuxia FLUO. Tanga, brasiliano, triangolino e trikini. I must dell’estate 2014? No, non sto dettando la moda di Formentera 2014, non sto nemmeno facendo un reportage sulle tendenze mare per Marie Claire o Vanity Fair. Sto immortalando in poche righe quella che potrebbe essere una fotografia delle spiagge più cool del Salento.

Che sia costa Ionica o costa Adriatica, il Salento è famoso per gli stabilimenti balneari più fashion d’Italia e oserei anche del mondo. Nulla da invidiare al Paradise Beach di Mikonos o al AmorIodio di Formentera, poiché le location sono esclusivissime e le acque davvero bellissime. Il Coco Loco di Torre San Giovanni, il Samsara di Gallipoli o il Tabù di PortoCesareo sono solo alcuni esempi di come passare una giornata all’insegna del sole, relax e divertimento con un mare fantastico.


Lido Coco Loco - Torre San Giovanni 

lunedì 22 luglio 2013

Maldive - Lost in Paradise part 2

Questa è sicuramente una delle estati più belle della mia vita.
Il suo arrivo non è stato impetuoso ed afoso, bensì lento, in punta di piedi, talvolta preceduto da piogge, nuvole e frescura.
I week end trascorsi nel Cilento - di cui potete leggere qui, qui e qui - sono stati bellissimi, la vacanza alle Maldive è stata una sorpresa unica e questo week end a Capri è stato altrettanto speciale(ma vi svelerò altro a breve).
           
Tra una pausa e l’altra devo concentrarmi molto sul lavoro, che si intensifica parecchio in questo momento dell’anno, per questo non ho molto tempo da dedicare al blog (so sad!). Ma come promesso, in questo post parlerò del seguito della mia vacanza alle Maldive ed in particolare delle escursioni di snorkeling effettuate lungo il reef dell’isola dove alloggiavamo e lungo quello di altre isole.






giovedì 11 luglio 2013

Maldive - Lost in paradise part 1

Non so cosa significhi per voi scegliere la meta delle vostre vacanze.
Per alcuni è un fortuito last minute, per altri un posto vicino, per altri ancora il luogo dove incontrare gli amici di sempre.
Per me è una combinazione di elementi.
E’ relax, divertimento, mare, cultura e spensieratezza.
Quest’anno ero combattuta su più fronti e ho lasciato l’ultima parola a Cary Grant che mi ha fatto un nome: Maldive.
Maldive.
Ecco, appena mi è stato presentato questo pacchetto bello e fatto compreso di volo, sistemazione in resort italiano (ditemi che non è vero), palme e noci di cocco, ho storto un po’ il naso (per quanto un naso possa storcersi di fronte ad un’offerta simile), perché il mio brainstorming sulle Maldive comprendeva i seguenti stereotipi: riposo, sole, cibo, spiaggia e animatori (ingombranti). Non c’era traccia di musei, templi, moschee e roba simile, quindi il mio naso continuava a storcersi. Chiamatemi pazza, ma per me è così - forse quando avrò 60 anni e vorrò bruciarmi la pensione in capo al mondo ci ripenserò, ma adesso ho necessità di altro.
Poi c’è stato mio marito che mi ha convinta a fare una vacanza diversa dal nostro solito, di riposarci, stare al sole e mi ha palesato la possibilità di fare snorkeling, esplorare la barriera corallina, vedere delfini, tartarughe marine, stelle marine… “Poi, mi diceva, vuoi mettere? Andiamo alle Maldive, mica a Ladispoli?”
Così mi sono lasciata ammaliare dalle sue parole e siamo partiti.




E mi sono ricreduta.

lunedì 20 maggio 2013

Hola Mexico! (I parte)


E’ da un paio di settimane che mi ritrovo a parlare delle mete dell’estate 2013. Facendo una breve statistica ho notato che le più papabili sono Grecia e Baleari (ma dai? Formentera e Mykonos? Non me lo sarei mai immaginato!) seguite a ruota dalla new entry Canarie e dalle immancabili New York, Miami e Messico.
In realtà sto parecchio sponsorizzando il Messico, perché è la giusta combinazione di relax, divertimento e cultura. Relax perché villaggi, case in fitto e hotel incarnano il mito della siesta messicana, divertimento perché i messicani dopo il pisolino pensano solo a divertirsi e cultura per la moltitudine di siti archeologici, bellezze naturali e civiltà antiche presenti in tutto il territorio. E’ un viaggio per tutti: famiglie, gruppi di amici, coppie ed è impossibile annoiarsi. So perfettamente che girare tutto il Messico è impresa ardua da compiere in una sola volta, ma cominciare da una piccola parte non sarebbe male.





Io e l’immancabile Cary Grant abbiamo visitato la penisola dello Yucatan nel 2009. Quelli con una buona dose di fosforo nel cervello ricorderanno che quello fu l’anno in cui impazzava l’influenza suina (ossia il virus trasmesso dai maiali all’uomo) e magari immagineranno due poveracci braccati in casa con in testa una nuvoletta tossica in stile Fantozzi. Errore (mira el dito)! L’H1N1 era una influenza partita da Città del Messico - quindi lontana kilometri e kilometri da dove mi trovavo con Cary - che fu incredibilmente ingigantita dalla tv. Con ciò non voglio dire che questa influenza era da prendere alla leggera, ma che forse i media avevano ingigantito troppo il fenomeno (per la gioia delle case farmaceutiche) e che nel posto dove io e Cary soggiornavamo non c’era nessun pericolo. Il problema vero fu riscontrato dalla popolazione messicana che vide improvvisamente scomparire il turismo (soprattutto di matrice europea) cosa che, per un’economia che vive di turismo, si rivelò fatale. Detto ciò, era facilmente comprensibile che l’accoglienza dei messicani nei confronti dei pochi turisti europei presenti all’epoca fosse ancora più calorosa.
Dati i presupposti di cui sopra e gli allarmismi prima della partenza, riuscimmo a trovare un’ottima offerta in un villaggio della Riviera Maya, nello stato del Quintana Roo. Si rivelò una grande scelta perché è il posto ideale per la siesta e la base adatta per le escursioni (a soli 10 minuti dal sito di Tulum), inoltre è accogliente, grazie ai suoi ampi spazi e alle sue calde tinte, e può contare su una delle spiagge più belle del mare caraibico.









Passammo i primi due giorni all’insegna del relax più totale, poiché entrambi provenivamo da un periodo lavorativo abbastanza pesante: ci godemmo il sole e il mare in compagnia di fantastici cocktail in riva al mare e gustosissimi manicaretti messicani - se vi può interessare, ho ampiamente parlato della cucina messicana in questo post.
Verso sera andavamo in centro a Playa Del Carmen, un ex villaggio di pescatori sviluppatosi notevolmente nell’arco di quest’ultimo decennio. Playa è il centro di divertimento per eccellenza; a sera i ragazzi si riversano in città, in particolare sulla Quinta Avenida, dove ci sono bar, locali, negozi, centri commerciali, noleggio auto e guide per organizzare escursioni. Sulla Quinta Avenida sorge il famosissimo Coco Bongo Club, locale notturno di grande successo nel quale si può assistere a uno degli spettacoli più divertenti di sempre e del quale ho parlato ampiamente qui.




Il terzo giorno, ormai saturi di palme di cocco e ombrellini da cocktail, partimmo alla volta di Isla Mujeres dove facemmo snorkeling a largo di una barriera corallina e nuotammo in mezzo a razze e pesci colorati. Cary avvistò anche un barracuda e riuscì con fermezza a cambiare direzione senza farsi prendere dal panico – non chiedetemi come abbia fatto a non dare di matto perché io me lo sto ancora chiedendo – Girammo un po’ l’isola, visitammo qualche mercatino e facemmo amicizia con un gruppo di italiani che si erano trasferiti lì per lavorare (idea che mi allettava parecchio, ma… Beh, se fosse per me, mi trasferirei in ogni posto che visito). Poi fu la volta di Isla Contoy, un vero e proprio paradiso terrestre abitato da aironi, paguri e immancabili iguane. 









Quest’isola è un Parque Naciónal al quale hanno accesso solo turisti con regolare permesso e ovviamente i biologi dell’osservatorio. La parte nord dell’isola è rocciosa, selvaggia e il mare è mosso, mentre quella sud è sabbiosa e le acque sono calmissime. I colori sono unici e irripetibili, come anche il cibo preparatoci da alcuni simpatici messicani con i quali ci è facile stringere amicizia. 
I gironi successivi visitammo il sito archeologico di Cobà e la piramide di Chichén Itzá, ma questa è un’avventura che merita un paragrafo a parte, quindi vi do appuntamento al prossimo post. Hasta luego amigos.

sabato 16 febbraio 2013

ImmaGina


Immagina il mare.







"L'onda che si schiuma intorno ai piedi, l'acqua che puoi tenere nel cavo della mano"*
Gli schizzi e i raggi che, dorati, si difendono dalla pallida sabbia.

Immagina il sale.
Granelli che si insinuano sulla pelle, intorno agli occhi, nelle mani e rendono saporite labbra e carezze.

Immagina il profumo.
Di pelli abbronzate, di lozioni al cocco e bibite gassate.
Di alghe, di sole e teli insabbiati.

Poi immagina un gruppo di amici,
stretti in un unico abbraccio, un unico sguardo osservante l'orizzonte, 
intenti a capire dove finisce il sole ed inizia il mare.






Quindi immagina un applauso. 
Un lungo scrosciare di mani,
lo sguardo tornare in sé, le birre alle bocche 
e l'abbraccio continuare...

"Poi di colpo l'ultimo raggio si spegne. Solo l'inarrestabile macchina del mare continua a svellere il silenzio con la ciclica esplosione delle onde notturne."*

E immagina quell'abbraccio 
che non avrà mai fine...





Per sempre con noi.

* Versi tratti da "Oceano Mare" di Alessandro Baricco.
Immagini: Formentera
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