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martedì 29 luglio 2014

Bali: tra surfisti e locali alla moda

Il tour dei templi si rivelò abbastanza stancante, Cary Grant mi rimproverava di non essere ancora stato su una barca, un gozzo, una zattera, insomma qualsiasi cosa che potesse galleggiare sul mare – eh sì, in un’altra vita deve essere stato un marinaio, poiché adora vivere il mare dal mare – così decidiamo di visitare Nusa Lembongan, un vero paradiso per surfisti. Questa piccola isola offre tutto quello che i visitatori di Bali sognano: chioschi semplici in spiaggia, birre a poco prezzo, possibilità di fare surf ininterrottamente e passeggiate al chiaro di luna.

giovedì 10 luglio 2014

I lidi TOP del Salento Ionico

Mojito, Capiroska, Coronita e Aperol Spritz. Caraffe colme di ghiaccio e cannucce giganti verde, giallo e fuxia FLUO. Tanga, brasiliano, triangolino e trikini. I must dell’estate 2014? No, non sto dettando la moda di Formentera 2014, non sto nemmeno facendo un reportage sulle tendenze mare per Marie Claire o Vanity Fair. Sto immortalando in poche righe quella che potrebbe essere una fotografia delle spiagge più cool del Salento.

Che sia costa Ionica o costa Adriatica, il Salento è famoso per gli stabilimenti balneari più fashion d’Italia e oserei anche del mondo. Nulla da invidiare al Paradise Beach di Mikonos o al AmorIodio di Formentera, poiché le location sono esclusivissime e le acque davvero bellissime. Il Coco Loco di Torre San Giovanni, il Samsara di Gallipoli o il Tabù di PortoCesareo sono solo alcuni esempi di come passare una giornata all’insegna del sole, relax e divertimento con un mare fantastico.


Lido Coco Loco - Torre San Giovanni 

lunedì 26 maggio 2014

L'altra faccia di Ibiza (parte II)

Sant Antoni è la zona degli stranieri – mi dicevano – lì ci trovi gli inglesi, i tedeschi e una moltitudine indefinibile di scandinavi che non sai riconoscere perché tutti biondi”. Ed in linea di massima è così: se a Platja d’Enbossa e Ibiza porto trovi maggiormente italiani abbronzati con occhiali a specchio e mocassino stiloso, a Sant Antoni  de Portmany ci trovi le masse bionde che fanno il bagno in maglietta con conseguente abbronzatura a “muratore”.



Arriviamo in mattinata e ci posizioniamo sugli scogli di Cap Negret a godere della tintarella, mentre il resto del mondo sembra essere ancora avvolto nel torpore della notte.

venerdì 23 maggio 2014

L'altra faccia di Ibiza

Per riprendermi da una brutta influenza che da giorni mi tiene bloccata in casa – in realtà, per farmi venire ancora di più il magone – ho deciso di rispolverare i miei ricordi di Ibiza , di quelli che furono 4 giorni alla scoperta di un’isola che è tutto quello che TU vuoi che ESSA sia. TU lanci i dadi ed IBIZA muove le pedine della partita. Nel bel mezzo, una sfilza di Imprevisti, ma anche di Probabilità.





sabato 15 giugno 2013

Una Grande Manhattan per un Grande Gatsby (su Non Solo Turisti)

Dopo aver visto appena 5 minuti del film Il Grande Gatsby, io e Cary Grant ci siamo guardati negli occhi – anzi, negli occhialini 3D – e in maniera sincronizzata abbiamo esclamato: “Un bell’articolo su Manhattan e Gatsby ci sta tutto!”  
E così è stato. 





Questo film mi ha davvero catturata, per gli effetti speciali, per la regia, per la scenografia, per la bravura degli attori (è veramente il caso di dire The Great Di Caprio), insomma per tutto, quindi dato che stavo pensando ad un nuovo articolo su Manhattan per il blog Non Solo Turisti, ho ritenuto ovvio parlare di divertimento alla Gatsby: un divertimento unico, pulito, raffinato e talvolta un po’ frivolo, d’altra parte siamo a New York e qui tutto è possibile.
Mi sarebbe piaciuto tantissimo vivere nell’epoca del Jazz, andare alle feste organizzate dal misterioso Sign. Gatsby e ballare al ritmo del jazz tutta in tiro per l’occasione… Un sogno! E immagino Cary Grant col suo smoking ballare il charleston a bordo piscina.





Ma il divertimento a Manhattan continua ancora oggi e ha mille sfaccettature.
Come dicevo di Londra in questo post, all’estero è molto frequente trovarsi con gli amici per un aperitivo dopo il lavoro, senza l’ansia di dover tornare a casa, bere un drink e rincasare definitivamente intorno alle 22:00. Complici di queste (buone) abitudini sono le distanze e il traffico: chi abita in un paese avrà il lavoro, la casa, la palestra, la salumeria ecc… a portata di mano, mentre chi abita in una grande metropoli non avrà la fortuna di avere tutto sotto il portone. Prendete uno che lavora a Downtown Manhattan e vive nel Queens, di certo non troverà comodo andare a lavoro, rientrare per cambiarsi e buttarsi di nuovo nel traffico per raggiungere il posto da aperitivo nel Greenwich Village…  Ora, non so se avete presente la cartina dello stato di NY, però non stiamo parlando di distanze allucinanti (tipo quelle di Los Angeles e dintorni) ma di traffico che metterebbe a dura prova persino la pazienza di Madre Teresa di Calcutta.
Oltre agli aperitivi, ai concerti, alle serate in discoteca, vi sono i vernissage, i cocktail party, le cene etniche… Se vi va, scoprite molto di più in questo post.

Nel frattempo vi auguro un bel week end di sole (viva!).

domenica 10 marzo 2013

Welcome to the Coco Bongo Club


Quando io e Cary Grant siamo stati al Coco Bongo era il giugno del 2009, io avevo 25 anni e lui 29. Passavamo da un locale all’altro in compagnia di amici o semplicemente da soli; il divertimento era assicurato. Ma fino ad allora non avevamo mai visto un posto del genere e credo che probabilmente non avevamo nemmeno idea che esistesse un posto così sulla faccia della terra.

Alloggiavamo a Playa del Carmen, uno dei luoghi più belli del Messico, e una sera decidemmo di andare a ballare con un gruppetto di ragazzi conosciuti durante il nostro soggiorno. Appena arrivati al centro di Playa ci trovammo davanti a questo edificio metà castello-pacchiano metà botteghino-anni ’50.




Dopo che svariati energumeni messicani praticavano i dovuti controlli, ci riversammo in questo immenso teatro contemporaneo: al centro c’era un bancone da bar enorme con molteplici baristi, camerieri e una folla di ragazzi impazziti. Sul lato principale, in rialzo, sorgeva il palco con tanto di quinte, tendoni e maxi schermo antistante. Sugli altri lati c’erano diversi palchetti dove si raggruppavano le comitive più selezionate in stile privè. Salimmo le scale e arriviamo ai piani alti proprio di fronte al palco principale. Posizione ottimale per godersi al meglio lo spettacolo senza dimenarsi tra la folla impazzita. Dettaglio importantissimo: ogni piano aveva un bar attrezzatissimo con barman e camerieri sempre a disposizione. Dopo esserci assicurati il nostro fornitore personale di tequila sale e limone, ci posizionammo per assistere allo spettacolo.








Beatles, Micheal Jackson, Frank Sinatra, Lou Bega passando per Beetlejuice, Spiderman e ovviamente The Mask. E’ incredibile la quantità di personaggi che lo staff del Coco Bongo riesce a personificare per la gioia e l’ammirazione del pubblico. E incredibili sono anche i chupitos di tequila…




Da allora sono nati tanti nuovi personaggi che sicuramente hanno avuto un posto importante all’interno dello show (Lady Gaga, Jack Sparrow), ma la performance che rapì la mia attenzione fu quella di The Passion (film di Mel Gibson): trapezisti che svolazzavano qua e là attraverso nastri rossi.






L’ultima trasposizione fu quella di un esilarante The Mask in delirio sulla folla.




Dopo circa 3 ore di live performance, ballerini e artisti circensi lasciarono la scena a favore di un DJ house-commerciale che scatenò platea e palchetti. 
Sipario abbassato, luci soffuse e alzate il volume… The show must go on!

sabato 9 marzo 2013

Pump up the volume!

Oggi io e mio fratello ci siamo concessi un quarto d'ora di follia. 
Avete presente quando spiriti goliardici si impossessano del vostro corpo e cominciano a farvi dimenare come api impazzite? 
Ecco, questi eravamo noi. E ci sentivamo particolarmente ispirati da non-so-cosa tanto da mettere YuTube a tutto volume, scatenarci come Danny Zuko Sandy in Grease e ridere come matti. 
Ad un certo  punto mi sono imbattuta nella scena di uno dei film più pazzi (e a tratti demenziali) degli ultimi decenni:






Credo di aver visto The Mask circa 15 volte poiché mio fratello aveva come idolo della propria infanzia Jim Carrey e tutti i suoi personaggi (oggi grazie a Dio è migliorato molto in quanto a gusti cinematografi), conosco bene molte battute ("Dì a Rossella che francamente me ne infischio" è il mio cavallo di battaglia) e sono anche stata in questo famoso Coco Bongo Club di cui tanto si parla nel film.
In realtà esistono ben due Coco Bongo, entrambi in Messico, uno a Cancun e un altro a Playa Del Carmen. Il primo è più grande e più rinomato, il secondo è sorto successivamente data la mole di turisti (e non) attratta dagli spettacoli del Coco Bongo di Cancun. Io sono stata a Playa del Carmen e devo dire che mi sono divertita un mondo. Un cabaret-spettacolo-musical-discoteca unico al mondo, che attira persone di tutte le età (ovviamente over 21), una struttura in stile teatro e uno staff di ballerini, trapezisti, artisti circensi e cantanti davvero ottimo.
Ve ne posto un assaggio prima di parlarvene domani:




                                   
Nel frattempo, vi auguro un sabato sera ssssssspumeggiante ;)
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