giovedì 16 maggio 2013

Che tipo di viaggiatore sono??? Mmm...




Qualche giorno fa leggevo questo articolo su Non Solo Turisti che mi ha incuriosita. Se dovessi dare una definizione di me come viaggiatrice, non saprei quale scegliere, perchè i miei spostamenti ricercano introspezione, ma anche socio-dinamismo, avventura ma anche organizzazione. Se chiedessi a Cary Grant lui direbbe che io sono una programmatrice-convulsiva-chevuolefaretremilacose (ansia woman!). Io obietterei che dietro tutto questo programmare c’è feeling col territorio, ricerca di relax e divertimento. 
Secondo me, l’atteggiamento del viaggiatore dipende dal tipo di viaggio, perciò è difficile scegliere una sola definizione - anche se c’è sempre una caratteristica che prevale sulle altre (credo).
Non so quanto tempo impiegate per pianificare i vostri viaggi, le vostre ferie, se giorni o settimane, ma… Avete la costanza di organizzare un viaggio con mesi e mesi di anticipo, collezionando ricerche, curiosità, monitorando prezzi di biglietti e di case in affitto, come la sottoscritta?
Lo so, lo so, nel vocabolario della lingua italiana questo comportamento si trova sotto la voce “esagerazione” (ansia woman in action!), ma la pianificazione dei viaggi per me è una fase importantissima, quasi quanto il viaggio stesso anche perché galvanizza di brutto. I miei viaggi sono frutto di esperienze sensoriali, stati d’animo, feeling verso un determinato posto.
Inoltre dovendo contare su un numero limitato di giorni a disposizione, occorre organizzarsi per ottimizzare i tempi. Ahhh quanto mi piacerebbe poter programmare un viaggio conoscendo solo la data di partenza e non quella di ritorno, ma a chi non piacerebbe?
Ricordo che la scelta del viaggio della maturità con le vecchie compagne di liceo  ricadde sulla Grecia perché incarnava il mito del divertimento, per la vicinanza, perché presupponeva un po’ di avventura con la traversata in nave, perché era abbastanza economica e poi perché in quel periodo uscì il film “Che ne sarà di noi” che raccontava la storia del viaggio post-diploma di Silvio Muccino & co. Fu una bellissima esperienza, che tra schiuma party, nuotate in acque cristalline, albe e tramonti, abbracci e litigi, rafforzò l’amicizia di 5 ragazze sulla soglia dell’età adulta.
Stessa cosa per il mio viaggio a Cuba: quell’anno ero fortemente affascinata dalla storia della rivoluzione Cubana, avevo visto il film-documentario su Che Guevara (interpretato da Benicio del Toro) ed ero curiosa di ballare il vero raeggeton. Raccolsi una marea di informazioni e cercai di vedere quanto più possibile; fu stressante (per favore, non ricordatelo a Cary!) ma allo stesso tempo indimenticabile.
Per non parlare del viaggio a Bali! Ero nel trip di “Mangia, prega, ama”, il romanzo di Elisabeth Gilbert poi diventato film con Julia Roberts e Luca Argentero, inoltre erano ormai 2 anni che praticavo regolarmente yoga, quindi vedevo il viaggio a Bali come la ricerca del mio Nirvana personale. Devo ammettere che ho visto una realtà diversa rispetto a quella che immaginavo, e forse la preparazione che avevo tutta incenso-anima-chakra mi aveva un po’ forviata. Adesso ci ritornerei con uno spirito diverso, molto più in stile surfista/hippie, ma non credo che Cary sopporterebbe di vedere altri ventordici templi induisti tutti uguali…
Detto questo si direbbe che c’è anche una parte sognatrice oltre quella programmatrice, che i miei viaggi non sono solo introspettivi, ma anche dinamici. Ah ah! Caro Cary ti sbagliavi!
E voi che viaggiatori siete? E soprattutto, come organizzate i vostri viaggi? Siete pianificatori o all'avventura?  Siete più a favore dell’ottimizzazione temporale o del “come viene così ce la prendiamo?”
Attendo curiosa vostri commenti… 
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