giovedì 18 aprile 2013

Bozen, o se preferite Bolzano :)


Vabe’ ma allora ditelo! Ammettete che c’è una cospirazione, un’azione sovversiva, una soverchieria in pieno stile Don Rodrigo nei miei riguardi! Non può essere che il medico una settimana prima mi dice: “Lei scoppia di salute!” e una settimana dopo mi viene la bronchite! Io non sono superstiziosa, ma qui c’è proprio da grattarsi, toccare ferro e camminare con curniciello annesso.
Inoltre, in giro si respira aria d’estate, tre quarti della popolazione va in giro a mezze-maniche con ray-ban e sandaletto e io ho ancora freddo, ho ancora il maglione di lana e soprattutto LA MAGLIA DELLA SALUTE! OMG… Sono più out io, che Michael Douglas come giudice ad Amici di Maria de Filippi.
Dopo 3 giorni di naso otturato, tosse e voce alla Umberto Bossi, ho deciso di optare per la blog-therapy, o se preferite scrivi-che-ti-passa. Ci credete voi? Beh, staremo a vedere.
Ho deciso di prendere spunto dalla mia amica C.M. che continua a postare su Facebook foto bellissime dell’Alto Adige, dove per altro risiede con la sua famiglia. Dalle sue foto sembra quasi di sentire il profumo dei Canederli appena cotti, dei prati fioriti e la fresca e seducente aria di montagna.





Ho fatto amicizia con questa terra meravigliosa dall’estate 2009 all’estate 2010, poiché Cary Grant  lavorava lì quell’anno. In principio la notizia che si sarebbe trasferito a Bolzano mi spiazzò: fare la spola Av-Bz per un anno non è proprio come girare l’angolo, senza contare che l’unico mezzo che andava bene era l’aereo e le tariffe erano più che mai alte. Ma il desiderio di vedersi e il piacere di vivere in quel posto valevano tutti i soldi spesi.
Facendo un brainstorming, ci sono tante cose che mi vengono in mente di quell’anno: i mercatini di Natale a Merano, Bressanone e Bolzano, il vin brulé in Piazza Walther, le giornate estive sul lago Caldaro, le domeniche al Druso (aka stadio), la colazione del sabato mattina assieme alla mia amica C.M., le passeggiate in centro e le risate con tutti gli amici conosciuti quell’anno.
Un anno fantastico.



Dato che siamo quasi in estate e molti di voi stanno progettando le vacanze estive, mi soffermerò soprattutto sull’agosto di quell’anno, sull’idea che avevo di questo posto prima di arrivarci e sull’idea che mi sono fatta dopo un mese di permanenza.
Il paesaggio dell’autostrada che collega l’aeroporto di Verona a Bolzano improvvisamente si interrompe all’orizzonte con montagne alte e rocciose; i cartelli stradali segnalano i nomi di paesi sia in tedesco che in italiano; il clima in pieno agosto è davvero caldo, ma l’aria di montagna lo rende meno afoso. Sono arrivata a Termeno (Tramin) sulla strada del vino e la prima impressione che ho è di essere arrivata in uno di quei paesini svizzeri che si vedono nella pubblicità della Levissima o nel cartone Heidi: le case sono tutte in legno e hanno fioriere appese ai balconi, l’edificio più alto di ciascun paese è il campanile della chiesa e l’attività principale del posto è la produzione vinicola - d’altronde siamo sulla strada del vino, nel paese in cui si produce il Gewürztraminer.
Passo i primi giorni a esplorare i dintorni, facendo passeggiate in giro per Termeno, Cortaccia, Egna, Ora e Caldaro. 






Quest’ultimo paese è famoso per il lago quindi attira moltissimi turisti che desiderano passare l’estate in montagna, ma non vogliono rinunciare alla tintarella. E io che pensavo che la montagna fosse solo per pensionati! A ridosso del lago ci sono lidi, ristoranti, bar, lounge bar, varie attività sportive e zero pensionati! In realtà il target è molto vario: famiglie con figli piccoli, famiglie con teen-agers, teen-agers, ragazzi, adulti, insomma di tutto di più. Nei paraggi c’è anche un complesso con piscine, scivoli e zona relax. Il mio ego festeggiava in silenzio perché aveva capito che non avrebbe rinunciato alla tintarella maturata un mese prima in Messico (yeah!).
Quindi le mie giornate proseguivano tra l’esplorazione e la tintarella; nel tardo pomeriggio o a sera ero solita andare in centro a Bolzano, dove gustavo un ottimo Aperol Spritz (o Veneziano se volete) oppure un Hugo – degno sostituto dello Spritz – o ancora un gelato in Piazza Walther. Nei dintorni di questa piazza ci sono numerosi bar e cafè per fare aperitivo, numerosi negozi carinissimi e locali notturni. Alla faccia di chi pensa che questo sia solo un paese di montagna! Qui si organizzano tantissime feste, sia d’estate che d’inverno, e l’allestimento con cuscinoni bianchi, divanetti in pelle e musica lounge non ha nulla da invidiare ai locali estivi della riviera romagnola o di Gallipoli. In particolare ricordo la sera di San Lorenzo, dove  in Via dei Portici si svolge una serata “sotto le stelle” con degustazioni di vino, artisti di strada, musica e centinaia di persone. Insomma, mentre le altre città ad agosto di spopolano, Bolzano si popola e sa intrattenere sia i propri cittadini, sia i tanti turisti in visita. Piazza Erbe è un luogo d’incontro per ragazzi e universitari. Al di là dei locali e del divertimento, in centro è possibile visitare il Duomo e numerose chiese, il Museo civico e tantissimi castelli, il Teatro Comunale e diversi monumenti.  Anche lo sport è molto curato grazie alle ottime strutture sportive: lo stadio, il palazzetto per l’hockey sul ghiaccio, la pista di pattinaggio, il campo di rugby, di baseball, di football americano e basket.
Oltre alle gite fuori porta al Lago di Garda, a Trento e a Verona, mi è rimasta impressa quella al Lago di Carezza a Nova Levante. Questo lago, anche conosciuto come “arcobaleno”, è famoso per il gioco di colori che si forma dalle sorgenti sotterranee che alimentano le sue acque limpide. Infatti non ha emissari, solo acque sotterranee, e su di esso si rispecchiano delle montagne dalle cime sempre innevate. Figo, eh?






Più passano i giorni e più mi rendo conto di quanto questa città sia interattiva, di quanto il cittadino e il turista siano essenziali per il territorio e di quanto sia importante coltivarli. Allo stesso tempo, più passeggio e più mi rendo conto di quanto la città sia fondamentale per il cittadino e del rispetto che quest’ultimo ha per essa. Questo è il tipo di città che ogni cittadino dovrebbe avere e questo è il tipo di coscienza civica che dovrebbe caratterizzare ogni cittadino. Non voglio dilungarmi sulle varie opere e i programmi politici della città, perché non è questo il luogo adatto, ma vi assicuro che quei pochi elementi che ho constatato sono lodevoli.
A fine soggiorno ero più che contenta di aver passato tutto il mese d’agosto in Alto Adige e consideravo questa regione una di quelle dove vale veramente la pena di vivere.
Bene, il mio racconto su Bolzano e sull'Alto Adige per ora finisce qui e devo ammettere che la blog-therapy un po’ ha funzionato:  mi sento decisamente meglio, ho la voce meno alla Umberto Bossi e più alla Malgioglio… 
Ehm, devo preoccuparmi?!?!?
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