sabato 20 aprile 2013

Perfetti nella nostra imperfezione, si può?


Il sole oggi è splendente, il clima fantastico ed io ho un diavolo per capello.
Credo che il tweet di Alessandro Cattelan del giorno scorso sia più che mai azzeccato: “ il vero dramma della mancanza delle mezze stagioni è che non riesci a mettere i giubbini più belli che hai nell'armadio”.  Sono nervosa perché non riesco a mettere quella giacca fantastica acquistata, con super sconto, on-line la scorsa stagione, poiché fa già troppo caldo e fino ad ieri non ho potuto metterla, poiché faceva troppo freddo. Quando arriverà la stagione perfetta per questa maledetta giacca?
E’ proprio vero: se fa freddo ci lamentiamo, se fa caldo ci lamentiamo lo stesso (credo di aver letto anche questo su twitter).
A volte mi sento come Marni del telefilm “Girls”: una troppo perfezionista, troppo rigida che però vive in un mondo diametralmente opposto a questo suo essere. Intendiamoci, non sono una lagna e non posso lamentarmi proprio di nulla: sono giovane, ho un aspetto gradevole (almeno così si dice da queste parti), ho un lavoro abbastanza interessante e a tempo indeterminato (di questi tempi, chi ce l’ha?) e soprattutto ho accanto la persona migliore del mondo (violini mode-on).
Però mi incavolo, perchè sono bloccata in un paese approssimativo, dove regna il “chissenefrega” e dove tutto funziona senza un modello, una legge adeguata, un’ortodossia. E’ proprio come il clima: adesso dovrebbe essere primavera e invece siamo quasi in estate! State a vedere che tra un po’ arriva un acquazzone e ci ritroviamo in inverno. Dove sono finite le regole?
Leggevo QUI e riflettevo su questo aspetto in virtù di quello che sta succedendo nel nostro paese nelle ultime ore (o forse negli ultimi decenni), ma non voglio iniziare un dibattito politico, perché io non sono Bruno Vespa (e menomale) e questo non è Porta a Porta (e menomale anche questo).
E’ difficile essere così perfezionisti in un paese così imperfetto. L’essere perfezionista mi caratterizza come le sopracciglia folte a Cara Delevingne, l’inclinazione alla Torre di Pisa e  la “zeppola in bocca” a Matteo Renzi. Ricordo che già da piccola ero così perché potevo fare meglio la spaccata, nonostante il mio busto fosse perfettamente perpendicolare alle mie gambe oppure potevo prendere 30 e lode all’esame, nonostante avessi preso 30. Riconosco di essere peggio di una suocera a volte.
Sono così anche a lavoro, in casa, con gli amici: se un amico o un collega fa qualcosa che non va, io non ci sto a fare spalluccie e a dire “chissenefrega”.
Sono precisa quando devo giustificare il testo in word, quando vado a fare un viaggio e quando devo selezionare le foto che di esso devo pubblicare su facebook: non sia mai che mischi le foto del lunedì con quelle del giovedì, quelle della mattina con quelle della sera!
Sono fatta così con le cose alle quali tengo maggiormente, come scrivere e viaggiare, le vere passioni della mia vita, per questo le ho sintetizzate in un blog.
Viaggiare ti permette di vedere come vanno le cose al di là dei tuoi confini e come potrebbero essere, con un po’ di buona volontà, anche nel tuo paese. Ma non è facile, perché quando torni ti scontri con la mentalità e fai fatica a essere una voce in mezzo a tutto quel chiasso.
Ma una cosa è certa, un paese perfetto non esiste: ogni luogo ha i suoi pro e i suoi contro, non esiste la città Utopia di Tommaso Moro e non dobbiamo avere la presunzione che il nostro paese diventi tale. Però possiamo vivere in un paese migliore, in un paese dove non conta solo che il clima sia gradevole e i paesaggi incantevoli, ma anche che le infrastrutture funzionino, che non si vada avanti solo per raccomandazioni e che un parlamentare non continui a far parlare di sé per il suo entourage di gnocche rifatte.
In questo modo il nostro paese sarebbe ancora più bello, anche se avesse solo il 50% dell’architettura, dell’importanza, della storia, del genio artistico che ha.
Mi piace molto l’espressione di Marc Jacobs che dice che la vera bellezza sta nelle cose bizzarre e imperfette.
Noi siamo sicuramente un popolo bizzarro, ma avremmo bisogno di dare una buona dose di perfezione alla nostra imperfezione e saremmo perfetti quanto basta.
E’ facile parlarne, ma agire? Complicato.
Per me è tutta una questione di mentalità.
E mentre scrivo leggo dall’ansa che all’interno dei partiti sta succedendo il finimondo.
Altro che ansa: ANSIA!
Avevo ragione, nonostante il sole e il fantastico clima, è ancora una giornataccia per questa Italia: questa primavera, la nostra primavera, stenta proprio ad arrivare.
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