mercoledì 10 aprile 2013

"Il cane morsica sempre lo stracciato" cit.


Data la mia lunga assenza dal blog e dai miei post di viaggio, immagino che qualcuno di voi si sarà chiesto dove sia finita, in quale posto figo abbia trascorso le vacanze pasquali e quale città meravigliosa abbia visitato durante questa latitanza.
Errore! 
Qui non c’è nessun’emozionante avventura da raccontare, nessuna cenetta super-cool con la quale deliziare le vostre orecchie e nemmeno shopping all’ultimo grido da elencare.

Direi che questi giorni si possano sintetizzare attraverso la drammatica triade con la quale nessuno vorrebbe avere a che fare, sopratutto durante i periodi di festa:Tristezza-Lavoro-Ospedale
Purtroppo ultimamente ammetto di avere una famiglia un po’ sgangherata: nonna (dalla parte di mammà) e zio (da parte di papino) ricoverati d’urgenza all’ospedale. Quindi è facile immaginare che il mood generale sia stato sotto terra, travolto in pieno da lacrimoni e brutti pensieri. Per fortuna il bollettino di guerra da ieri sembra esser migliorato, per cui credo che un po’ tutti in famiglia siamo tornati ad avere colorito in viso e a riprendere a dormire la notte.  Direi che il lato positivo di avere una famiglia unita è che tutti sono vicini a tutti nella buona e nella cattiva sorte, una specie di sodalizio spirituale, matrimonio affettivo che ti accompagna day-by-day.
L’altro brutto ceffo della triade, Mr. Lavoro, ce l’ha messa tutta pur di rendere ancora meno festosa questa Pasqua e ad allontanarmi da casa in un momento in cui andar via era all’ultimo posto nella mia to do list.
Il cane morsica sempre lo stracciato, dice sempre mio padre.
Sono stata ad una delle fiere più importanti del mio settore, si chiama Lineapelle e si svolge a Bologna due volte l’anno. Almeno ho lavorato sodo e mangiato poco  (senza contare che a Pasquetta, mentre tutti si deliziavano con casatiello, pastiera, agnello, fave e uova di cioccolata, io ero tristemente accompagnata da pastina in bianco con pioggerellina di parmigiano. Shame-on-me!),  quindi non devo fare il diavolo a 4 per rimettermi in sesto dopo le abbuffate pasquali.
Purtroppo però, vuoi il mood particolarmente depresso, vuoi la stanchezza psico-fisica di inizio primavera, non avevo molta volontà di bighellonare per Bologna, andare ai party organizzati dallo staff oppure  prendere un aperitivo in centro. La mia giornata era alquanto piatta, come il mio humor.
Tutte queste brutte notizie hanno, però, rafforzato in me un certo desiderio di cambiamento, per cui  tra sabato e lunedì ho aperto l’armadio e ho fatto piazza pulita di tutti i look che considero mettibili anche da mia sorella di 9 anni. Basta! A una certa età bisogna smetterla di sembrare kidult (parola inglese aka adulti che si atteggiano e vestono come adolescenti), smetterla di uscire vestiti alla High School Musical e iniziare ad indossare vestiti più consoni ad un trentenne (borchie, camouflage e oggetti fluo sono, però, ancora ammessi).
Ovviamente gli spazi vuoi nell’armadio sono stati sapientemente colmati da altri vestiti e scarpe (particolarmente costose, a dir la verità), quindi oltre a mal di testa vari, c’è stato anche mal di portafogli. E menomale che qui affermai che il miglio rimedio per rifugiarsi dalla depressione è fare un viaggetto, una gita fuori porta, non ingozzarsi di shopping. Per la serie, fate quello che dico ma non fate quello che faccio (Sham-on-me anche in questo caso).
Detto ciò, mi dispiace non raccontarvi qualcosa di emozionante su questa mia settimana bolognese, ma prometto di rifarmi a breve con un post su questa città: ci sono stata moltissime volte e ogni volta ne vale sempre la pena. Nel frattempo vi anticipo che il prossimo post sarà davvero figo, vi divertirete!
Ah, ma avete letto i miei articoli sul blog Non solo Turisti?  Se non lo avete fatto ancora, fatelo subito J
   
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...