lunedì 25 marzo 2013

Yes We-ek-end!


Sole, sole, sole! Finalmente dopo tanta pioggia e anche neve, il sole primaverile ha deciso di farsi vivo prepotentemente questo week end. Appena ho scorto questo meraviglioso raggio di luce dalla finestra della camera da letto, ho subito pensato “Ah ah, non mi scappi!” Per cui mi sono vestita subito, mi sono catapultata in strada, ho messo l’I-pod nelle orecchie e sono arrivata a Napoli dove ad attendermi c’era la mia compagna di avventure T. e il suo scooter.
Scena: io, T., scooter, sole e Napoli. Una combinazione vincente per andare in giro tra i vicoletti del centro storico e tra le vie più famose dello shopping napoletano. In realtà avevo sentito che questo week end si sarebbe celebrata la 21esima giornata di primavera FAI durante la quale palazzi, chiese, castelli e parchi generalmente chiusi al pubblico sono aperti e gratuiti. Non potevo perdermi quest’opportunità in una città che brulica d’arte.
Eravamo diretti al Museo Archeologico di Napoli quando il nostro mezzo di trasporto comincia a fare i capricci perdendo benzina. Ora, mettete due donzelle che si intendono di motori come un bambino si intende di fisica nucleare e capirete come ci sentavamo in quel momento: panico! Temevamo un’esplosione imminente, una nube tossica, l’Apocalisse… Per cui abbiamo velocemente svoltato in un vicoletto dove c’era un meccanico per moto, quando ci siamo imbattute in un gruppo di ragazzi devoti alla Madonna dell’Arco. Non so da quale parte d’Italia o del mondo state leggendo questo post, ma vi assicuro che i devoti della Madonna dell’Arco sono una delle cose più folkloristiche di Napoli e provincia: ragazzi generalmente vestiti di bianco con una fascia azzurra in stile “Miss Italia” e una rossa in vita che sorreggono uno stendardo raffigurante la Madonna di appartenenza. Questi ragazzi, detti fuienti, attraverso una sorta di riti, canti e cori molto particolari si riversano in strada e richiamano l’attenzione del centro abitato ottenendo talvolta numerose offerte. Detta così, questa cosa può sembrare un po’ strana, ma vi assicuro che è una manifestazione religiosa molto sentita da queste parti. Se volete saperne di più, potete trovare qualcosa di molto più dettagliato qui





Io e T. siamo capitate in mezzo a un gruppo di fuienti un po’ più moderno, più neomelodico grazie a giubbini di pelle e nike blazer che donano un’aria a metà tra Marco Marfè e One Direction. Dopo esserci sincerate che il nostro scooter non soffriva di nessuna malattia abominevole, siamo andate nel cuore del centro storico, a Piazza San Domenico, e abbiamo visitato la Cappella Sansevero un fiore all’occhiello del patrimonio artistico italiano. Questa Cappella/Museo, voluta dal settimo principe di Sansevero, è famosissima per la scultura marmorea del Cristo Velato, un’opera così affascinante e unica nel suo genere che lascia senza fiato anche gli animi meno affini all’arte. Si tratta del corpo del Cristo morto coperto da un velo di marmo talmente realistico da dare l’impressione di essere un lenzuolo vero; addirittura si possono scorgere i solchi dei chiodi, la magrezza del costato e ancora la vena ancora pulsante sulla fronte. Non si può visitare Napoli senza vedere quest’opera favolosa. La Cappella è mozzafiato perché è un tripudio di arte, sculture che simboleggiano le Virtù, pavimenti labirintici e inquietanti Macchine Anatomiche.  Su di essa aleggiano tantissime storie, a metà tra l’occulto e le logiche massoniche. Dopo la Cappella Sansevero ci siamo dirette verso la Chiesa di Sant'Angelo a Nilo situata tra Piazza San Domenico e Via Mezzocannone, che racchiude un’opera scolpita da Donatello e Michelozzo, aperta al pubblico proprio in occasione della giornata di primavera FAI. La stessa Piazza San Domenico Maggiore è un luogo storico/artistico importante perché simboleggia il limite orientale della città greca di Neapolis, perché è sede della omonima Chiesa, perché al suo centro si erge un obelisco favoloso e perché è un luogo di incontro per tanti ragazzi, turisti e amanti della sfogliatella di Scaturchio





E’ incredibile quante meraviglie artistiche si trovino in quella zona. Non basterebbe questo post, tanto meno questo blog per descriverli eloquentemente.
Proprio in piazza io e T. abbiamo preso un aperitivo con M., una mia carissima amica dell’università, ragazza intelligente, blogger deliziosa e fashionista ad altissimi livelli poi siamo andate verso il lungomare per gustare un delizioso pranzo. Sole, profumo di mare, risate e soprattutto gente, vita che pulsava e sapeva di primavera. 



Tutto questo e molto altro ancora è Napoli. Ogni volta che ci vado mi accorgo sempre più quanto sia vera e misteriosa, elegante e maliziosa, da bere tutta d’un fiato e a piccole dosi. Credo che ogni persona porta una città nel cuore: il mio è colmo di lei, perché merita tanto affetto e merita di essere conosciuta di più, perché è semplicemente più di quello che si legge o si sente sulle cronache. Inutile dire che dopo il giro artistico e il pranzo gustoso, le tappe successive sono state le vie dello shopping, ma di questo ne parlerò un’altra volta. Adesso devo lasciarvi, ma spero di potervi descrivere Napoli e altre sue meraviglie in maniera degna, sorridente e farvela apprezzare in tutti i suoi lati positivi e al di là di quelli negativi.


P.S. Auguri a quella super cervellona di mia cugina T. che oggi è dottoressa BIS! Sembrava ieri che ci scambiavamo le mollette sul terrazzo di casa nostra :))
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